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Associazione dei consumatori per l'acqua

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Legislazione sull'acqua

Di seguito vengono elencatte le leggi vigenti, i piani, le direttive e quant'altro regoli e tuteli una preziosa risorsa come l'aqua:

- DECRETO LEGISLATIVO 152 del 3 aprile 2006 (Recante Norme in materia ambientale)

- D.Lgs.31-2001 Acque Consumo Umano

- Direttiva 80-778-CEE Qualità delle acque destinate al consumo umano

- Direttiva 2000-60-CEE Inquinamento e Tutela Acque

Tale direttiva mira al mantenimento e miglioramento dell'ambiente acquatico all'interno della Comunità Europea sotto il profilo sia qualitativo che quantitativo ed intende contribuire alla riduzione e graduale eliminazione delle emissioni di sostanze pericolose nelle acque. Al pari del nostro D. lgs. 152/99 ha natura di normativa quadro in quanto contiene i fondamentali principi giuridici in materia di disciplina degli scarichi e di tutela delle acque e riconosce la necessità di fissare obiettivi di qualità ambientale per raggiungere un buono stato delle acque superficiali e sotterranee ed impedirne il deterioramento a livello comunitario. Poiché tuttavia la direttiva contiene importanti novità rispetto al nostro decreto sulle acque, sarà necessario che il legislatore italiano si adoperi affinché venga rispettato il termine fissato per il recepimento della direttiva comunitaria, provvedendo all'adeguamento del vigente D. lgs. 152/99. In particolare entro il 2010 gli Stati membri devono provvedere affinché le politiche dei prezzi dell'acqua incentivino adeguatamente gli utenti a usare le risorse idriche in modo efficiente e affinché i vari settori di impiego dell'acqua diano un adeguato contributo al recupero dei costi dei servizi idrici, prendendo in considerazione l'analisi economica effettuata in base all'allegato III e, in particolare, il principio “chi inquina paga”.

- Legge 319/76 c.d. legge Merli

La legge Merli è la prima legge importante in materia di tutela dell'ambiente, riguarda le acque e proprio a partire da essa la giurisprudenza e la dottrina hanno iniziato a mettere i primi mattoni di quella branca specialistica che può essere definita “diritto ambientale”.
Il legislatore stabiliva un'unica disciplina degli scarichi con un'applicazione rigida e uniforme di valori limite degli inquinanti, senza tener in alcun conto il tipo e l'uso del corpo recettore destinatario. Inoltre non definiva espressamente i requisiti degli scarichi stessi, che sono stati identificati a seguito della elaborazione dottrinale e giurisprudenziale.

- Legge 36/94 c.d. legge Galli.

La legge Galli rappresenta una riforma idrica radicale. Da un lato stabilisce alcuni principi generali importanti attribuendo alle acque il carattere di risorsa pubblica (incluse per la prima volta le acque sotterranee), da salvaguardare secondo criteri di solidarietà a beneficio delle generazioni future, prevedendo che il suo utilizzo sia indirizzato al rinnovo e al risparmio. Quest'ultimo deve essere conseguito mediante eliminazione delle perdite, installazioni di reti duali nei nuovi insediamenti e apparecchiature per il risparmio idrico domestico e nei settori industriale, terziario ed agricolo.
Dall'altro lato riorganizza strutturalmente la gestione delle risorse idriche considerando in modo integrato l'intero ciclo che dall'approvvigionamento porta al consumo e alla successiva depurazione. Questa legge ha il merito di aver tentato di superare il problema della frammentarietà nella gestione delle risorse idriche tramite la creazione degli ATO (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale). Questi organi di controllo e tutela vengono definiti dalle Regioni in funzione dei bacini acquiferi e dunque non conformemente ai confini provinciali. Ciò genera molto spesso conflitti e ha ostacolato l'attuazione della legge Galli, ancora largamente inapplicata. Tuttavia la stessa legge, con la cancellazione dell'amministrazione provinciale, ha contribuito a ledere l'immagine delle aziende municipali, perché ha applicato la tesi (non provata, nella realtà) che si possano ottenere risultati migliori secondo una logica imprenditoriale. Il ragionamento di fondo è che di fronte all'inefficienza della gestione pubblica la distribuzione dell'acqua deve essere privatizzata, declassandola di fatto da bene comune a bene commerciale fra i tanti, innescando la pericolosa tendenza a incrementare il profitto partendo dalla vendita, incentivando così il consumo di acqua.

- Decreto Legislativo 152/99.

Il Decreto 152/99 recepisce una lunga serie di Direttive Comunitarie in materia di acque ed ha assunto immediatamente un ruolo di primaria importanza in quanto con la sua emanazione sono state abrogate numerose norme (tra le quali la c.d. Legge Merli).
La nuova legge pone in capo al "titolare" dello scarico nuovi obblighi con importanti differenze rispetto alla disciplina preesistente basata sulla Legge Merli. Essa si poggia su due presupposti fondamentali: tutti gli scarichi debbono essere autorizzati (concetto presente anche nella vecchia normativa), e devono rispettare valori limite di emissione stabiliti in funzione degli obiettivi di qualità dei corpi idrici (concetto del tutto nuovo e sul quale è incentrata una serie di iniziative volte a capire prima la qualità dei corpi idrici ed il loro uso e poi ad autorizzare eventuali scarichi in detti ricettori). Quest'ultimo concetto era stato in realtà già introdotto dalla Legge n° 183/89 e dal D Lgs n° 130/92, ma di fatto non era stato mai applicato stante la rigida comodità della Legge Merli e delle sue tabelle A e C. Il decreto specifica finalmente un termine per il rilascio delle autorizzazioni (90 giorni), termine non previsto dalla Legge 319/76, e quindi lasciato alla definizione da parte delle singole amministrazioni.
Il legislatore ha previsto modalità di applicazione che dovrebbero essere in grado di evitare traumi sia agli enti pubblici che alle aziende private. In particolare prescrive che le Regioni possono adeguarsi al decreto con un tempo non inferiore a due anni , che le norme regolamentari e tecniche emanate ai sensi delle disposizioni abrogate restano in vigore, ove compatibili con gli allegati al presente decreto e fino all'adozione di specifiche normative in materia .

- Decreto Legislativo 258/2000.

Il decreto apporta modifiche e integrazioni al D. lgs. 152/99 relativamente alle competenze, le aree sensibili, la salvaguardia delle acque destinate al consumo umano, il bilancio idrico, la temporaneità delle concessioni per il prelievo delle acque, la disciplina degli scarichi, l'autorizzazione al trattamento di rifiuti negli impianti di trattamento di acque reflue urbane, l'utilizzazione agronomica, la domanda di autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali, le sanzioni amministrative e penali.

- Il regime delle acque tra passato,presente e futuro

- Piano Economico Finanziario

- Piano Stralcio

 
- osservazioni sul decreto legislativo n. 162 del 3/4/06

- Piano strategico del Comune di Teramo

- Richiesta stato di efficienza fosse imhoff

- Inquinamento del Vezzola

- Il Ministero dell'Ambiente finanzia il risanamento idrogeologico del fiume Vomano

- MANIFESTAZIONE: ACQUA: TRA ECOLOGIA E INGEGNERIA

- Articolo - Liquami nel Vezzola 27 agosto 2005

- Articolo - Maggio 2005 - Vomano, ponte chiuso

- Articolo - Maggio 2005 - Pineto si stacca dall'acquedotto Pescarese

- articolo de IL CENTRO 03/05/2005 SPRECHI D'ACQUA ENORMI




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